Bureg di minen

Il nome della Contrada Bureg di Minén deriva dal recipiente di forma cilindrica, detto “Minen”, unità di misura di circa venti chilogrammi usata nei magazzini-granai situati dapprima nel Borgo antistante la Rocca e successivamente trasferiti in “Borgo Monte Frumentario”.

Dopo che le truppe milanesi di Lodovico il Moro distrussero, nel 1482, il castello e il borgo di San Secondo, seguirono giorni cupi, i Rossi erano stati sconfitti, ma non cancellati. Giovanni, figlio primogenito di Pier Maria, diseredato dal padre, tornava finalmente a San Secondo, iniziando un’opera di recupero e valorizzazione del Borgo, che avrebbe portato il casato, dopo qualche decennio, a riproporsi nello scacchiere politico militare europeo. Giovanni fa rimettere a nuovo i magazzini antistanti la rocca e ricostituisce una guarnigione a difesa del paese. Una grida obbligava il conferimento di “una per annum,in ragione di una biolca di terra coltiva”: Un minen di grano appena trebbiato non oltre il mese di luglio, tre fiasche di fortana, pronta ad essere servita non oltre il mese di aprile,due sacche di biada per li cavagli e anche fieno e paglia per l’inverno, una gallina, un’anatra e un coniglio per il sostentamento dei soldati,una spalla de animale, ben stagionata. Ben presto le sorti del casato si risollevarono, buoni matrimoni legarono i Rossi alle maggiori famiglie nobili, facendo prosperare il Borgo. I colori della contrada sono il rosso ed il verde.

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